lunedì 14 novembre 2011

Quando la Tv non ci rende giustizia...

Un dato è certo: soprattutto grazie al mezzo televisivo, in Italia si è diffusa la concezione del Wedding Planner.
Ma così come la Tv ha aiutato la nostra categoria professionale, allo stesso modo, spesso, finisce per creare false credenze.
Un esempio? In una puntata della celebre serie Rai “Don Matteo 8” (3 novembre 2011) si parla del matrimonio di uno dei protagonisti. Per organizzarlo viene interpellato un Wedding Planner il quale pare essere lì solo per depredare i clienti di 5000 euro senza fornire praticamente alcun servizio. Il suo unico intervento concerne la wedding cake e si risolve nel “consigliare” al povero papà della sposa la torta più costosa del catalogo...Senza parlare, poi, dello studio del personaggio della madre dello sposo che a tutti i costi "impone" il wedding planner al resto degli interessati mostrandosi, verso questi, spocchiosa e snob e creando così l'eguaglianza: atteggiamento altezzoso=necessità dell'ausilio dell'organizzatore di nozze...
Questa rappresentazione ci ha particolarmente infastidite. Ovviamente parliamo per noi, per la nostra esperienza, senza avere la pretesa di trasformarci in portavoce di altri.
Sicuramente la figura dell'organizzatore di matrimoni non ha un solo volto in Italia.
La professione del Wedding Planner nasce negli Usa. Egli si occupa principalmente della consulenza di nozze “in toto”: dalla burocrazia alla luna di miele. Ciò è possibile perchè l'organizzatore di nozze nella cultura statunitense è ritenuto quasi indispensabile, al pari del ristoratore.
In Italia, invece, ogni WP ha improntato la propria attività secondo criteri che ha ritenuto meglio spendibili nel proprio territorio di riferimento: c'è chi, in prima persona, si occupa della sola consulenza e della regia dell'evento coordinando i vari fornitori interessati e chi, oltre a questo, cura direttamente una parte o tutti gli allestimenti e la realizzazione dei complementi (partecipazioni, coni riso, confettata ecc).
Anche i costi variano moltissimo da agenzia ad agenzia. Questo perchè non esiste un listino generale a cui facciamo riferimento.
Noi di Ninfea Eventi non ricarichiamo i prezzi praticati dai fornitori che suggeriamo poiché accordi commerciali stipulati con questi ci permettono di offrire gli stessi servizi senza alcuna variazione "al rialzo" (è possibile, anzi, avere uno sconto!).
L'impegno economico relativo alla consulenza di Ninfea Eventi, invece, è funzionale e proporzionato al servizio richiesto.Sopralluoghi e preventivi sono assolutamente gratuiti e non impegnativi.
Il Wp nasce come una professione nel mercato del lusso ma abbiamo scelto di fare in modo che il servizio diventi alla portata di tutti, attestandoci sul rispetto del budget del cliente, offrendogli la migliore qualità possibile rispetto alle proprie capacità di pagamento. E' inutile sottolineare che a grandi possibilità economiche corrispondono altrettanto enormi possibilità di sbizzarrirci negli abbellimenti, nei noleggi, negli spettacoli poichè tanto vale in ogni settore merceologico.
E' bene, quindi, non farsi influenzare da un messaggio televisivo che tende a far passare la figura del Wedding Planner come un “accessorio per ricchi”, perchè è possibile costruire situazioni davvero belle anche con investimenti minori e affidandosi a chi, come noi, si sforza di realizzare qualcosa di originale sempre e per ognuno dei propri clienti senza discriminare a monte sulla base del portafogli.
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martedì 8 novembre 2011

Eventi e bellezza...


La protagonista di una festa (ci scusino i maschietti ma queste righe sono dedicate al make up al femminile!) deve apparire, ovviamente, al meglio. Sia essa una sposa, la neo-diciottenne o la supermoglie al 25esimo di nozze, tutte le attenzioni sono assolutamente catalizzate sulla Lei di turno: l'abito, le scarpe, il parrucco, il trucco...Quest'ultimo, in tempo di crisi, continua a rappresentare un immancabile,e per fortuna non necessariamente costosissimo, alleato delle donne. Leonard Lauder, il presidente della nota casa cosmetica made in Usa, coniò l'espressione “Lipstick index”: pochi soldi? Il morale si tira su col rossetto! Se non possiamo permetterci quel capo che, eravamo arci-convinte, ci avrebbe fatto sembrare una diva di Hollywood (ricordate la famosa sciarpa verde della shopaholic creata dalla penna di Kinsella?!), per non rinunciare a sentirci e vederci belle buttiamoci sul make up!
A proposito: quali sono le tendenze per questo autunno/inverno? Blu, verde, viola e terra.
Il Blu, sfatiamolo questo mito (!), nelle tonalità profonde e polverose, si addice a qualsiasi iride. Un'unica accortezza: se siete un po' in là con gli anni, evitate gli ombretti blu metallizzati in crema poiché mettono in evidenza i segni dell'età. Sì al blu anche sulle unghie: dalla tonalità notte, al cobalto, al denim, al jeans, al blu-verde...
I verdi per questa stagione fredda sono ispirati alla natura (bosco, muschio), alle pietre preziose (smeraldo) alla fauna (pavone). Provate una variante dello smoky eye utilizzando i toni del verde foresta sporcato di nero. E le mani? Se avete l'incarnato molto chiaro evitate questo colore per le unghie perchè tende a risaltare il pallore e le eventuali imperfezioni.
Il viola si addice particolarmente gli occhi verdi o castano-verdi la cui espressività può essere ulteriormente esaltata se sulla palpebra dipinta di oro si passa l'eyeliner viola. Unghie violet? Sì, ma solo se ben coordinate ai colori del trucco, del viso e dell'abbigliamento...
In tema di marrone, se freddo e tendente al grigio non sta bene a tutte perchè potrebbe facilmente spegnere ed intristire il viso. Le nuance beige, marrone ambrato, miele, rame e bronzo, invece, valorizzano gli occhi grigi e azzurri e le donne dalle rosse chiome. Lo smalto? Se l'anno scorso una donna su tre indossava una tonalità tra il marrone e il grigio, quest'anno è la volta del tortora e del moka scuro.
A quanto pare ce n'è per tutti i gusti, basta solo andar di pennello o dita e perdere almeno 3 minuti dinnanzi allo specchio...
Vi lasciamo con una simpatica battuta in tema dell'esilarante Bridget Jones: “Uno dei grandi misteri della natura è: perchè teniamo sempre la bocca aperta per mettere il mascara?”
Kiss!

lunedì 7 novembre 2011

Saggezza popolare...


I proverbi e i modi di dire sono la rappresentazione più schietta della società di un tempo, del vivere dei nostri avi.
In tema di matrimoni, cosa di cui discorriamo per la maggiore in questo blog, riportiamo un detto della nostra terra (La verde Irpinia, "patria" di vini doc, specialità gastronomiche e paesaggi mozzafiato-permetteteci un po' di sana promozione turistica!) e per i più curiosi e appassionati ne lasciamo anche una interpretazione che aiuta, appunto, a farsi un'idea di come le nozze incidessero, allora come oggi, nella vita familiare.
“Chi nun fàbbrica e nun mmarìta è come si a lu munno nun ce stesse mica” (Chi non fabbrica e non sostiene matrimoni è come se al mondo non ci stesse per niente).
Queste parole trovano le loro radici in una società arcaica nella quale si assegnava un riconoscimento particolare ai capifamiglia che riuscivano ad edificare una o più case di proprietà e a far convolare a nozze i propri figli (e soprattutto le proprie figlie) mantenendo integra la dignità della famiglia. Queste due azioni oggi considerate non indispensabili (si pensi all'affitto e alla convivenza quali primi sostituti) allora erano viste come indispensabili ed irrinunciabili ma costavano preoccupazioni, privazioni, spese, che per essere superate necessitavano di forte equilibrio e di buona capacità economica. Equilibrio e capacità di spesa davano la “patente” di “capofamiglia capace di guidare il suo gruppo” e di sfidare degnamente le difficoltà della vita. Di converso, coloro che non affrontavano queste due dure prove non “maturavano” la dignità di cittadini “utili”, in grado di assaporare i disagi e competere con la vita vivendola fino in fondo. Cittadini senza la “patente” di cui sopra riscuotevano poca considerazione, per cui potevano anche non esserci, tanto nessuno si sarebbe accorto della loro assenza.
Questo proverbio, per certi aspetti, potrebbe essere considerato valido ancora oggi visto che nella preparazione di un matrimonio “classico” che intende rispettare i canoni tradizionali (parliamo soprattutto delle regioni del Sud Italia) e che coinvolge il capofamiglia o, comunque, i genitori che si accollano di tutte le spese, la conciliazione delle diverse esigenze (di futuri sposi, consuoceri e-parafrasando il grande Totò-affini) e la risoluzione dei numerosi problemi che immancabilmente si palesano richiedono un impegno forte e intelligente.
A questo punto inutile- : ) - ribadire quanto quest'impegno possa essere mitigato rivolgendosi a chi dell'organizzare ne ha fatto un lavoro...
Buon inizio settimana!

Un'idea per il matrimonio....La confettata

Un'idea per il matrimonio....La confettata
Fantasia sì...ma quanta pazienza per la realizzazione!!

Addio al Celibato Hawaiano

Addio al Celibato Hawaiano
Le nostra estrosità nell'allestimento non ha confini

I nostri allestimenti

I nostri allestimenti
Il nostro lavoro consiste anche in trasformare un ambiente fatiscente in una sala per cerimonia

Per voi il matrimonio è la tomba dell'amore?

Decorazioni Floreali

Decorazioni Floreali