sabato 6 febbraio 2010

Il Santo Valentino...


Fra qualche giorno tutto il mondo festeggerà il giorno dedicato all'amore. Ogni Valentino dedicherà una romanticheria alla propria Valentina, per la felicità dei fioristi, degli albergatori, della Perugina e di chi svolge la Nostra professione!

Eh sì, è la dura realtà! Ogni festa che si rispetti ha il suo risvolto fortemente economico...
Ma questo post vuole parlare del Santo Valentino, vescovo di Terni, protettore degli innamorati.
Perchè proprio Lui? La festa del ns Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio (attualmente in questo giorno si ricorda S. faustino, divenuto patrono dei singles...) in onore di Pan, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo licenziosi, furono soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio, attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più celebri sono quelle della Rosa della riconciliazione e di Sabino e Serapia.
La prima vuole che san Valentino, sentendo un giorno litigare due giovani fidanzati che stavano passando al di là della siepe del suo giardino, uscì loro incontro tenendo in mano una bella rosa. Il capo canuto, il volto sereno e sorridente del buon vecchio e quella rosa, tenuta in alto col gesto di donarla, ebbero il magico potere di calmare i due innamorati in lite. Quando poi egli, donando realmente quel purpureo fiore, volle che tutti e due insieme stringessero il gambo con cautela per non pungersi e spiegò il "cor unum" di due persone sposate, l'amore era tornato come prima.
I due tornarono poi da lui affinchè benedicesse il loro matrimonio felicissimo.
La voce corse e allora fu una processione ad invocare il Suo patrocinio sulle famiglie da fondare.
Il Vescovo, però, aveva anche altre occupazioni pastorali alle quali accudire, perciò stabilì per quella benedizione il quattordici del mese. Ed il quattordici del mese è restato, ma ristretto a quello di febbraio, perché in quel giorno egli andò a celebrare le sue nozze in Paradiso.

La leggenda di Sabino e Serapia, invece è rifiorita nel Novecento dopo il ritrovamento, a Pentima (Terni), di un sarcofago contentente gli scheletri di due giovani: c'era una bella ragazza ternana di nome Serapia. Un giovane centurione romano, di nome Sabino, se ne innamorò e la chiese in sposa. I parenti di lei, però, non volevano, perché Sabino era pagano mentre loro erano tutti cristiani. Allora lei gli suggerì di andare dal loro Vescovo e farsi battezzare. Cosa che egli per amore di lei fece.
Ma quando questo ostacolo era stato sormontato, si scoprì che Serapia era affetta da una forma di tisi avanzatissima. Fatto venire il santo Vescovo presso il letto della moribonda, Sabino lo supplicò di non separarlo dalla sua amata poichè la vita gli sarebbe riuscita un lungo martirio insopportabile.
Valentino invocò il Cielo ed un sonno beatificante unì per l'eternità quei due cuori dal palpito sincrono, mentre si stringevano per l'eternità.

Oggi probabilmente, e aggiungiamo giustamente, nessuno più morirebbe per amore. Ma queste leggende spesso riscaldano il cuore di quanti credono ancora nell'innamoramento duraturo e portatore di felicità.
Buon San Valentino!

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