lunedì 25 gennaio 2010

Buono a sapersi: apparecchiare la tavola


Eh si! Lo facciamo tutti i giorni in modo spontaneo ma se dobbiamo ricevere più persone a casa ci viene sempre il dubbio: avrò sistemato le forchette al posto giusto?

Le regole base sono le seguenti:
il tovagliolo, non necessariamente piegato a mo' di origami, va posto alla destra o alla sinistra del commensale, a scelta di chi apparecchia.
In corrispondenza di ogni coperto, posizionamo il sottopiatto. Sopra a questo vi si può sistemare un centrino all’uncinetto prima di aggiungere la serie di piatti, a cominciare da quello piano per finire con il fondo o un piatto piano più piccolo. Il piattino per il pane, invece, va in alto, alla sinistra del commensale.
Per i bicchieri basta ricordare questa semplice regola: “progressione del pranzo, da destra a sinistra”. Si comincia con il bicchiere per l’acqua, poi arriva il vino bianco, poi il rosso e, infine, lo spumante per il dessert. Quindi, il calice per il brindisi deve essere l’ultimo della fila.
Le posate vanno messe sul lato della mano che le impugnerà: il cucchiaio a destra, insieme ai coltelli (se verrà servito pesce, bisogna sistemare in tavola l’apposito coltello). Le forchette, a sinistra. Le posate da dolce, infine, si sistemano sopra i piatti. Il cucchiaino da caffè, invece, si porta insieme alla tazzina e alla zuccheriera, a pranzo finito.

venerdì 22 gennaio 2010

Oggi sposi...il film


Qualche sera fa, in compagnia di amici, abbiamo visto il film "Oggi sposi". Ne avevamo appuntato il titolo sull'agenda appena uscito perchè, dati il tema e la ns professione, non sarebbe potuto passare così...

Ci azzardiamo, quindi, senza alcuna pretesa, a fare un po' di critica della pellicola che ci ha regalato circa un'oretta di buonumore nella quale si intrecciano tematiche assolutamente attuali: la convivenza di culture agli antipodi, la questione delle intercettazioni telefoniche, l'arrivismo esasperato, la mafia.
Chi di Voi l'ha visto saprà che il film è incentrato su quattro storie: la coppia convivente di precari che decide di sposarsi ma il portafogli non permette loro di pagare il pranzo ai 72 parenti siculi di lui; il mix tra ultrasessantenne friccicherello (con figlio stakanovista e triste a seguito) e giovane pulzella di professione massaggiatrice; poliziotto pugliese strafigo e sciupafemmine, un po' "colorito" nei modi e nel parlare, innamorato di elegantissima figlia di ambasciatore indiano ed infine la coppia di vip insieme più per le telecamere che per amore.
Il finale di tutte le storie è abbastanza prevedibile. Per fortuna la massaggiatrice non si è rivelata un'approfittatrice che intendeva solo mirare ai soldi del Suo compagno attempatello. Anzi: gli ha preferito il figlio che, finalmente, conoscendola, si è liberato da tutte le rigide strutture mentali che si era creato a causa di una passata delusione d'amore che lo aveva particolarmente segnato.
La storia del poliziotto, anche se, a nostro avviso, la più simpatica, è risultata essere quella con il finale meno "a sorpresa". Un po' perchè la famiglia di lui, contadini pugliesi, viene tratteggiata attraverso la visione tipica del villico: maschilista e poco costumato. Lo stesso paese (crediamo inesistente), nel quale si svolge l'ultima scena, è composto da soggetti che indossano ancora bretelle, calzoni di fustagno e coppola. Un diversivo è la figura della madre del bel Luca Argentero: al passo con i tempi dimostrerà che è lei, in famiglia, a portare i pantaloni. Ovviamente, quasi scontato dirlo, l'interpretazione di Michele Placido è stata tra le migliori.
Infine,la storia della coppia di precari va ad allacciarsi con quella dei vip, in una situazione strampalata. Se non hai soldi perchè devi ostinarti a festeggiare secondo il classico rituale del mega-pranzo? Il motivo non è nuovo: lei è incinta e decide di suggellare l'unione, lui è meridionale, ha detto alla madre depressa che convive e quest'ultima vuole assolutamente partecipare alle nozze del figlio non senza zio Peppino, zia Mariuccia, nonno, nonna e così via. Un unico particolare è stato modificato dal figlio: la sua capacità economica. Ha detto alla mamma dalla lacrima facile di guadagnare 6000 euro al mese...
Tutto sommato non male: nessuna volgarità da cinepanettone, bravi attori, ritmo veloce. E poi...che belli i matrimoni!

mercoledì 20 gennaio 2010

Il ricevimento: il buffet


Per quanti hanno deciso di sposarsi in quest'anno, è giunto il momento di pensare alla forma di ricevimento da offrire ai propri ospiti.

Fra queste il buffet, circa il quale esistono varie scuole di pensiero. C'è, ad esempio, chi lo considera una soluzione di ripiego. In realtà molti i suoi pregi: nessuna necessità di piazzamento, i tavoli imbanditi spesso sono più belli da vedere di una mise en place, agli invitati viene offerta maggiore scelta di piatti (cosa che tra l'altro consente di allentare le tensioni legate a intolleranze alimentari, precetti religiosi e altro). Infine, un buffet elimina molti dei problemi legati alla qualità servizio,spessissimo punto dolente di eventi anche importanti.
Un unico vero punto dolente: un buffet costa (a testa) molto più di un pranzo "seduti". Quello che si risparmia in personale, infatti, lo si raddoppia in vettovaglie e i cattivi continueranno a pensare che si è voluto risparmiare!
Per quanti sono fermamente convinti di optare per questa forma di ristoro, qualche indicazione:

1. I tavoli per i cibi e - se separati, per il beverage - vanno sistemati ad una distanza da pareti e finestre tale da rendere possibile per i camerieri servire gli ospiti, ovvero agli invitati di girarvi intorno.

2. Per evitare l'intasamento tipico del pranzo in piedi, è indispensabile calibrare con attenzione il numero dei tavoli rispetto al numero previsto dei commensali.

3. Piatti, posate e, soprattutto, bicchieri devono essere tanti da assicurare ad ogni ospite più di un cambio.

4. La somma delle porzioni per portata deve essere superiore di un bel po' al numero degli ospiti.

Cosa offrire? Dopo gli aperitivi (che possono passare anche a braccio se non si vogliono sovraffollare i tavoli), andranno serviti MINIMO: due-tre primi (riso e pasta corta), tre secondi, tra cui uno di pesce e uno di carni miste, diversi contorni.
Se gli spazi lo consentono, uno o più tavoli tavoli saranno riservati al dessert; altrimenti, il salato verrà sparecchiato e sostituito da dolci e frutta. Se il menu è composto solo da piatti freddi, tutte le portate salate possono essere offerte contemporaneamente. Se si tratta di pietanze calde, invece, andrebbero servite (possibilmente) in successione.

Circa le modalità di organizzazione logistica del buffet, tre sono le possibili scelte:

1. Gli ospiti si servono da soli e mangiano in piedi. E' un po' scomodo per loro ma infinitamente più facile per voi. In questo caso TUTTE le pietanze dovranno poter essere mangiate senza coltello; possibilmente (finger food) anche senza piatto.

2. Tavoli d'appoggio. Gli ospiti si servono da soli - i piatti si trovano, insieme alle posate, su un lato del tavolo - poi raggiungono i tavolini sui quali sono apparecchiati bicchieri e bevande. Se lo spazio consente che i posti a sedere siano quasi tanti quanti gli invitati, questa soluzione è, a nostro avviso, la migliore.

3. I tavoli sono apparecchiati ed in numero sufficiente da consentire a tutti di sedersi: gli invitati si recano ai tavoli da buffet, vengono serviti dai camerieri, quindi raggiungono i tavolini, provvisti di tutto tranne che dei piatti.

Nel secondo e nel terzo caso, se alcuni ospiti sono molto più importanti degli altri può essere per loro allestito appositamente un tavolo d'onore, perfino con i posti assegnati.

Il servizio solo al tavolo d'onore, invece, lo sconsigliamo; è vero che se le autorità sono riconosciute come tali nessuno avrà a dolersene, ma è sempre bene che le differenze di trattamento non siano troppe e troppo evidenti.
(Nella foto un particolare di un buffet di frutta e dolci curato da Ninfea Eventi)

sabato 16 gennaio 2010

Il nostro pensiero vola verso Haiti...


E' un po' che non scriviamo sul blog perchè impegnate col lavoro.
Oggi, però, queste righe le vogliamo dedicare alla memoria di quanti hanno perso la vita ad Haiti.
Per loro e per chi è rimasto, per gli orfani, per i soccorritori, per i medici, per i familiari che attendono con ansia notizie, per le madri, i padri, i nonni, accendiamo questa candela virtuale.
Questa è anche l'occasione per disapprovare nel modo più totale il disgustoso gruppo nato su Facebook intitolato:"Haiti? Crepate luridi terremotati!" Le parole non sono in grado di descrivere la sensazione di vero e proprio ribrezzo che ci ha colpite venendo a conoscenza dell'esistenza di un gruppo di tal fatta e di altri simili. Ci auguriamo solo che lo Stato, una volta tanto, utilizzi il pugno duro contro quest'atteggiamento sempre più dilagante di razzismo e xenofobia. Ringraziamo, invece, gli amministratori di Fb per aver chiuso il gruppo e ci auspichiamo che si operi in tal modo con tutti gli altri gruppi nati sulla base di presupposti razzisti.

Un'idea per il matrimonio....La confettata

Un'idea per il matrimonio....La confettata
Fantasia sì...ma quanta pazienza per la realizzazione!!

Addio al Celibato Hawaiano

Addio al Celibato Hawaiano
Le nostra estrosità nell'allestimento non ha confini

I nostri allestimenti

I nostri allestimenti
Il nostro lavoro consiste anche in trasformare un ambiente fatiscente in una sala per cerimonia

Per voi il matrimonio è la tomba dell'amore?

Decorazioni Floreali

Decorazioni Floreali